“Cinque uomini e l’energia fredda”

trafficoQuesta è la storia di cinque uomini molto speciali. Anzi sono cinque storie che hanno un unico filo conduttore, o forse è solo una storia che avrebbe meritato di finire in modo differente.

Siamo nel marzo 1974, il nostro primo uomo è Omero Speri  e sta firmando quattro moduli protocollati a cui allega otto marche da bollo da cinquanta lire. Omero si trova all’ufficio brevetti Italiano, le firme sono apposte in calce ad un documento che certifica l’invenzione di un motore ad energia fredda. Omero non riesce a fornire una teoria fisica che ne dimostri il principio, ma ha con se due prototipi che ne garantiscono il funzionamento. Si tratta di un normale motore, ma che non viene alimentato da carburanti fossili, non produce scarti di combustione, ma sopratutto ha un costo di produzione ed alimentazione bassissimo. E’ un motore ad acqua.

Uscito dall’ufficio brevetti Omero ha un solo obiettivo, diffondere la tecnologia ai centri di ricerca per poi passare alla produzione industriale. Ma qualcosa di straordinario sta per accadere. A pochi giorni dal deposito del brevetto, Omero Speri viene invitato da un ente Israeliano a presentare l’invenzione ed i principi di funzionamento. Due giorni dopo Omero si trova ad Haifa con la faccia trasudata, di fronte ad autorità israeliane non meglio identificate. Al ritorno in italia rinuncia a portare avanti il progetto e si riunisce alla sua famiglia chiudendosi in un mutismo inspiegabile. Qui finisce la nostra prima storia.

Marzo 1989, mentre l’occidente sonnolente si concentra sulla semifinale del Roland Garros, l’inglese Martin Fleischman e l’americano Stanley Pons, annunciano al mondo intero la scoperta della “fusione fredda”. Loro sono l’uomo numero due e l’uomo numero tre. Un annuncio straordinario, arrivato dopo anni di ricerche, di studi e di evidenze.  I due hanno  sviluppato un protocollo sperimentale che rende le loro ricerche ripetibili e misurabili.  I giornali titolano: “È fatta!” , “Il genere umano al punto di svolta”. Chi non ricorda quei momenti non può capire l’euforia della notizia. Il presidente Bush  da mandato al MIT (Massachussetts Institute of Technology) di redigere un rapporto utilizzabile dal presidente degli Stati Uniti per avvicinarsi in modo corretto al cambiamento verso cui l’umanità si avvia.

Il MIT è un’istituzione, la voce più autorevole su temi che riguardano scienza e tecnologia. Gli esperimenti dimostrano che la fusione fredda è in grado di eliminare il fabbisogno sociale degli idrocarburi per la produzione di energia del prossimo futuro. Ma sono privi di alcuni approfondimenti di metodo. I primi dubbi sui metodi utilizzati nelle rilevazioni vengono sollevati dalla società americana di fisica (APS) e si diffondono ad altri ricercatori ortodossi. Da li a breve il rettore del MIT (Il Dott. Deutch) dichiara la fusione fredda come un pessimo tentativo di frode e viene emesso un nuovo rapporto che la definisce una bufala scientifica. Gli scienziati coinvolti nella sperimentazione vengono ridicolizzati dalla stampa  scientifica. Arrivano pesanti scomuniche ed ammonizioni; Fleischman, Pons ed altre decine di ricercatori sono costretti ad abbandonare la carriera e si ritirano a vita privata.

Passano due anni, Siamo nel 1991. La fusione fredda è ormai il ricordo di una burla di mezza estate dimenticato.

Il mondo continua a consumare petrolio e combustibili fossili per alimentare sei miliardi di individui e muovere in modo disordinato  trilioni di tonnellate di merci generando effetto serra e devastazioni all’ecosistema del nostro pianeta. Proprio mentre il prezzo al barile del petrolio supera ancora una volta il record al rialzo succede qualcosa di inspiegabile.

Sono le 9:00 del mattino di una giornata qualsiasi a New York. Il nostro quarto uomo è Eugene Mallow che oggi indossa una cravatta rosa, come tutte le volte che si reca ad un appuntamento importante. Eugene Mallow è il caporedattore scientifico del MIT e quella mattina ha deciso di cambiare vita facendo un annuncio di un certo peso. Qualche ora dopo, dichiara pubblicamente che i risultati del rapporto del MIT sulla fusione fredda sono stati manipolati dall’istituto di ricerca e sottoposti a pesanti falsificazioni. Dopo la dichiarazione si dimette e dichiara di voler fare luce su quanto successo e su quale futuro possa esserci sull’energia pulita. Encomiabile, peccato che Mallow  perde la vita qualche anno dopo per morte violenta ed in strane circostanze.

Bene siamo partiti dall’Italia e concludiamo la nostra storia in Italia. Il nostro ultimo uomo, il quinto, è italiano. Si tratta di Luca Sepe. E’ un militare dell’ Esercito. Grado Caporal maggiore. Luca, si trova in missione nei Balcani, in Kosovo.xdu2rounds  Durante la sua missione, transita in zone in cui si trovano carcasse di carri armati colpiti da armamento ad uranio impoverito.  Luca passa vicino a quei relitti distrutti e si chiede che fine abbiano fatto i militari al proprio interno. Le carcasse sembrano disciolte, liquefatte, rigonfie. Sono carcasse di carri spesse anche 10cm, in acciaio eppure ormai hanno la forma di croissant all’albicocca. Completamente deformate. Un foro di ingresso e di uscita di un solo proiettile, attorno a questo foro uno strato di cristalli ed elementi chimici. Li c’è stata una mini esplosione nucleare; con i nuovi proiettili non è necessario fare esplodere 7/8 chili di uranio. Le nuove un’armi nucleari hanno le dimensioni di un proiettile, la “fusione fredda” viene utilizzata per innescare una fissione nucleare attivando gli atomi di uranio al momento in cui il proiettile impatta la corazza d’acciaio di un carro armato. Questo Luca non può saperlo. Come non può sapere che nelle vicinanze di quelle carcasse si sono sviluppate radiazioni gamma e radioattività diffusa per un raggio di 20 metri, che durerà parecchi anni e che in quel preciso istante sta distruggendo il suo fisico.

Luca Sepe ha 27 anni quando muore. Era malato. Aveva un linfoma Hodgink. Era stato in missione nei Balcani, in Kosovo per la precisione. Ci sono quattromila militari italiani che stanno facendo o faranno la fine di Luca, e l’unica buona notizia è che la fusione fredda è esistita davvero, oggi ha cambiato nome (si parla di trasmutazioni LENR Low Energy Nuclear Reactions) e la stiamo usando in modo sbagliato.

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